Attenzione alle tonsille!

Quando Ŕ necessario ricorrere alla chirurgia
I casi di Tonsillectomia sono frequenti, ma Ŕ bene considerare alcuni fattori per la valutazione di un intervento

 

Nonostante da diversi decenni sia stato registrato un calo nel numero complessivo degli interventi di asportazione delle tonsille (nota come tonsillectomia), questo trattamento chirurgico resta comunque in assoluto una tra le procedure chirurgiche più praticate in Italia.
La Tonsillectomia è ritenuta oramai una pratica di fatto routinaria; nonostante ciò il suo ruolo è tutt’altro che banale, dal momento che le sue complicanze possono, benché raramente, rivelarsi particolarmente gravi.


Quali indicazioni?

Allo stato attuale, si può sostenere che nel bambino il fattore da considerare ai fini della decisione di dover intervenire chirurgicamente sia in particolare il grado di incremento del volume (ipertrofia) raggiunto dalle tonsille, valutando se vi è ostacolo più o meno significativo alla corretta pervietà della via aerea.
Tale aspetto è valido specialmente nella prima infanzia, può identificarsi la cosiddetta “Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno” (OSAS) il che spesso porta alla propensione per una scelta chirurgica anche molto precoce (al di sotto dei 3 anni d’età), pur in assenza di episodi infiammatori ricorrenti.


La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno

È un disturbo della respirazione che insorge durante il sonno e si caratterizza per una riduzione prolungata, parziale o completa del flusso aereo. Viene indotta da un restringimento, sino al collasso, dello spazio faringeo e riconosce appunto tra le cause più comuni il marcato incremento del volume delle tonsille, in genere associato ad un contestuale importante incremento del volume delle adenoidi.
Le manifestazioni cliniche di questa Sindrome includono: russamento notturno abituale, sonno irregolare con movimenti paradossi toraco-addominali, atteggiamento respiratorio costantemente “a bocca aperta”, sonnolenza diurna a causa dell’alterazione della ventilazione e degli scambi respiratori gassosi, deficit di attenzione e concentrazione, disturbi comportamentali, ritardo della crescita, sino ad arrivare, nelle forme più severe, a conseguenze di tipo cardiovascolare e neurocognitivo.
Al cospetto di una Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno conclamata, con tonsille di dimensioni tali da occupare oltre i tre quarti dello spazio trasversale dell’orofaringe, l’intervento chirurgico si impone entro tempi ragionevolmente brevi e costituisce una misura terapeutica realmente risolutiva e determinante.


Numero di episodi di Tonsillite

Un criterio fondamentale da prendere in considerazione per un’indicazione alla Tonsillectomia corrisponde al numero di episodi di tonsillite acuta ricorrente.
Oltre tutto, questo aspetto in età adulta è quello veramente prioritario, dal momento che, ad accrescimento corporeo completato, i diametri maggiori di cavo orale e del canale faringeo consentono più agevolmente, rispetto al caso del bambino, di sopportare un eventuale significativo ingrossamento delle tonsille.
È un dato abitualmente accettato e condiviso quello che prevede di intervenire chirurgicamente, tanto in età pediatrica che adulta, in presenza di un numero di 5 o più episodi annui di Tonsillite.
In tutti i casi, la definizione di ogni singolo episodio dovrà essere rigorosa e comprendere uno o più dei seguenti sintomi:
- rialzo febbrile superiore a 38.3°C;
- tumefazione linfonodale latero-cervicale dolente superiore a 2 cm;
- presenza di essudato purulento sulla superficie tonsillare;
- tampone tonsillare positivo per lo streptococco beta-emolitico di gruppo A (cosiddetto streptococco piogene).

Si raccomanda inoltre, per valutare l’andamento dei sintomi e l’evoluzione clinica, un ulteriore periodo di osservazione di sei mesi, prima di poter davvero considerare l’intervento, preso atto della tendenza della Tonsillite ricorrente a migliorare progressivamente nel tempo.


Più sicurezza

È proprio grazie ad un’attenta e corretta interpretazione dei parametri sopra descritti che la Tonsillectomia viene oggi praticata solo quando effettivamente necessaria.
Quello dell’indicazione ragionata è uno dei profili che ha contribuito in modo determinante ad accrescere i livelli di sicurezza di questo intervento.
Accanto ad esso, ricordiamo anche l’adeguamento dei protocolli attuati per l’Anestesia e l’affinamento delle tecniche chirurgiche.
Infatti, divenuto giustamente tassativo, in particolare nel bambino, il ricorso alla narcosi con intubazione tracheale (sino a meno di trent’anni fa veniva ancora fatta inalare una miscela di gas anestetici ed ossigeno, senza alcuna protezione della via aerea), l’Otorinolaringoiatra ha dovuto necessariamente adeguarsi al nuovo approccio anestesiologico, introducendo metodiche operatorie sempre più accurate ed efficaci nei confronti di quelle che restano ad oggi le complicanze maggiori dell’intervento, ovvero il sanguinamento (manifestazione giustamente temibile ma oramai estremamente contenuta per incidenza) e il dolore.



ImageImageImage