Sindrome del colon irritabile IBS: Cause sintomi e rimedi

Tutto quello che ti serve sapere su come affrontare la Sindrome del colon irritabile
Dopo pranzo ti senti un pallone? Pancia gonfia e meteorismo? Fitte addominali? Il tuo intestino Ŕ infiammato e ha bisogno di aiuto!

 

Quali sono le cause della sindrome del colon irritabile?

Stress, abuso di farmaci, fattori ambientali, infezioni gastro intestinali ed alterazioni del microbiota (popolazione di microrganismi che colonizza il nostro intestino) espongono il nostro intestino a mutamenti che comportano un’aumentata permeabilità della mucosa che espone gli stati sottostanti ad un contatto con le sostanze irritanti normalmente presenti nell’intestino, rendendolo ipersensibile.

A complicare la situazione, possono esserci delle intolleranze o allergie alimentari che possono perpetuare la presenza dei sintomi.

Ecco i sintomi della sindrome del colon irritabile:

I Sintomi che si possono manifestare più frequentemente sono:

- Dolore addominale o fastidio, in genere localizzato nell’addome inferiore, che migliora dopo l’evacuazione.

- Presenza di muco nelle feci.

- Gonfiore e tensione addominale.

- Meteorismo.

- Periodi alternati di stipsi o diarrea.

- Debolezza, affaticamento, emicrania e ansia.

Sono sintomi molto comuni che si presentano in circa il 10% della popolazione e sono più frequenti nel sesso femminile.

Per poter parlare di Sindrome del colon irritabile, il dolore addominale deve essere presente almeno tre giorni al mese per circa tre mesi.

E’ possibile limitare i sintomi con una dieta adeguata?

La sintomatologia può essere tenuta sotto controllo eliminando dalla dieta i così detti “Zuccheri fermentabili” che sono in genere scarsamente assorbibili e vengono fermentati nell’intestino dai batteri del colon, causando il dolore caratteristico dell’IBS. Le sostanze alimentari responsabili dei processi fermentativi da eliminare sono i FODMAPs (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi, polioli fermentabili) che sono poco assorbiti nell’intestino e determinano la formazione di gas e quindi i sintomi dell’IBS.

Le persone con IBS hanno spesso una carenza di lattasi, un enzima indispensabile per digerire il lattosio. Quindi limitare l’uso di latte, latticini, formaggi a pasta dura e stagionati, migliorerà sicuramente la situazione. Anche i fagioli, ceci, lenticchie, fave, ricchi di oligosaccaridi, andrebbero limitati in quanto, essendo poco assorbiti dall’intestino, passerebbero al 99% nel colon, nel quale i batteri presenti li frammenterebbero con conseguente aumento della fermentazione. Andrebbe limitata anche la quantità di frutta giornaliera, evitando mele, pere, mango, ananas e banane.

L’eliminazione dalla dieta dei FODMAPs, per circa due o quattro settimane, deve essere seguita da una graduale e progressiva reintroduzione di tutti gli alimenti. Un corretto equilibrio idrico e un moderato, ma regolare, esercizio fisico di circa 30 minuti di passeggiata, aiuterebbero a ridurre lo stress facilitando la peristalsi intestinale.

Quali sono i rimedi contro la sindrome del colon irritabile?

Una barriera intestinale integra è in grado di ostacolare l’ingresso di microrganismi potenzialmente dannosi, limitando eventuali effetti negativi che possono presentarsi a cascata. Per garantire una buona funzionalità dell’epitelio intestinale, bisogna mantenere in ottimo stato le cellule caliciformi produttrici di muco, in quanto il muco è fondamentale per la protezione della barriera intestinale.

Per questo motivo possono essere dei rimedi utili:

- Un integratore a base di butirrato di sodio, un acido grasso a corta catena che è fonte di nutrimento e mantiene l’integrità e l’adesività delle cellule intestinali, stimolando la produzione di muco.

- La Boswelia che agisce come rimedio nelle patologie infiammatorie croniche. Essa ha un’azione di sostegno sulle cellule dell’epitelio intestinale.

- La Vitamina B12, che svolge un’attività antiossidante sul nostro organismo.

- Lo Zinco che protegge le cellule dallo stress ossidativo e partecipa al metabolismo dei macronutrienti.

Con l’aiuto di queste sostanze e di corrette abitudini quotidiane ed alimentari, possiamo mantenere il nostro ecosistema intestinale, che è definito anche come il nostro “secondo cervello”, in uno stato di eubiosi (equilibrio) fondamentale per la corretta funzionalità del nostro Microbiota.

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- Eubarriera: Due capsule al giorno da assumere con 200ml di acqua per 2/6 settimane.

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Dott.ssa Rosaria