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Cellulite
Conoscerla per combatterla meglio
La conoscenza e la prevenzione sono l'arma migliore per combattere questo fastidioso disturbo estetico dovuto all'accumulo di grasso negli stradi sottocutanei, accompagnati da ritenzione idrica e cattiva circolazione del sangue.

Cos'é la cellulite

La cellulite è un fenomeno con un spetti patologici alquanto complessi, la sua origine è influenzata da molteplici fattori di notevole rilevanza soggettiva.
Ormai risulta appurato, studi scientifici hanno chiarito che la cellulite non è un semplice accumulo di grasso, la cellulite è infatti causa di processi infiammatori a carico del tessuto adiposo, intersiziale e dei vasi sanguigni. Sono stati poi individuati diversi gradi di alterzazione che compongono quadri di evoluzione che partono dalla classica buccia d'arancia, fino a fenomeni più complessi definiti: cute a materasso.

Detto questo è bene chiarire che la cellulite non può essere legata al sovrappeso, la sua origine è da ricercarsi in primo luogo agli aspetti genetici, stile di vita, alterazioni endocrine e squilibri della microcircolazione.

Con il termine cellulite si indica un fastidioso disturbo estetico dovuto all'accumulo di grasso negli stradi sottocutanei, accompagnati da ritenzione idrica e cattiva circolazione del sangue. Le parti più interessate dalla cellulite sono i glutei, le cosce, ginocchia, caviglie; più raramente, addome e arti superiori. Il fastidioso e tanto odiato inestetismo è dovuto ad un'infiammazione dei tessuti che porta alla trasudazione di liquidi negli spazi intercellulari, quindi il primo danno è a livello di capillari, che per cause varie, quali stress, stipsi, fattori ereditari, fumo, sedentarietà, abuso di medicinali, cause ormonali ma soprattutto cattiva alimentazione perdono la loro tonicità causando un rallentamento del flusso sanguigno particolarmente evidente negli arti inferiori.

Uno sviluppo in tre fasi

Il problema della cellulite e della ritenzione idrica (cioè dell'accumulo di liquidi tra i tessuti dell'organismo) sono connessi strettamente tra loro, tanto è vero che la dieta per risolvere questi due disturbi è la stessa. Occorre ricordare che nel nostro corpo ci sono tre diversi tipi di circolazione: quella arteriosa, quella venosa e quella linfatica. Alla circolazione arteriosa è deputato il compito di trasportare il sangue purificato dal fegato e dai polmoni attraverso il corpo, per nutrire e ossigenare i tessuti. Il compito della circolazione venosa è quello di raccogliere il sangue già utilizzato dai tessuti del corpo, e quindi ricco di tossine, e di trasportarlo al fegato e ai polmoni perché venga "ripulito". La circolazione linfatica è costituita invece da una rete di piccolissimi canalini che trasportano i liquidi linfatici. Questi sono ricchi di scorie che devono essere eliminate, passando prima attraverso i vasi venosi del torace, e di lì ai reni e al fegato. Ciò premesso, l'insorgere della cellulite può essere scisso in tre fasi.

Prima fase

Per motivi diversi: stress, stipsi, fattori ereditari, fumo, sedentarietà, abuso di medicinali(soprattutto la pillola anticoncezionale), cause ormonali ma soprattutto cattiva alimentazione, la circolazione venosa e linfatica può rallentare e si verificano microlesioni a livello delle pareti capillari. I liquidi e le tossine in essi contenuti tendono a travasare nei tessuti e a fermarsi qui, ma dal momento che questa non è la loro sede naturale, l'organismo non conosce meccanismi per eliminarli. A causa di questi problemi circolatori, compaiono degli edemi (gonfiori) localizzati soprattutto intorno alle caviglie, ai polpacci, alle gambe, alle cosce, alle braccia. Questi edemi sono provocati dalla presenza nel tessuto adiposo di liquidi fuoriusciti dai vasi sanguigni. Questi liquidi che ristagnano e di cui il corpo non riesce più a liberarsi, normalmente fanno apparire la pelle molle; toccandola si può avvertire la perdita di tono e di elasticità. Questo è solo l'inizio di una serie di reazioni a catena che non fanno altro che peggiorare le cose e che sembrano un bollettino di guerra.

Seconda fase

Quando i liquidi penetrano tra i tessuti, le cellule adipose tendono a distanziarsi l'una dall'altra e non riescono più a svolgere le loro normali funzioni metaboliche. Le fibre elastiche (strutture che hanno la proprietà di rendere la pelle morbida e tesa) sono compresse dall'ingrossamento delle cellule adipose. Ecco che allora la cute comincia ad apparire meno elastica e perde anche la sua caratteristica luminosità. Anche le fibre di collagene (quelle che formano l'impalcatura dei tessuti e hanno una funzione di sostegno) degenerano.  Ecco che allora il circolo vizioso è compiuto: il sangue pulito proveniente dalle arterie non riesce più ad affluire bene attraverso i tessuti e quello venoso, ricco di tossine, non riesce ad essere smaltito velocemente e si accumula. Risultato: le sostanze tossiche continuano a essere assorbite dai tessuti, peggiorando di giorno in giorno la situazione. In seguito il tessuto, non riuscendo più a svolgere le sue normali funzioni, modifica la sua struttura. Le fibre di collagene (che svolgono un'azione di sostegno dei tessuti) si alterano e i capillari si induriscono. Compare la cosiddetta "buccia d'arancia".

Terza fase

Ma non è tutto. Con l'andare del tempo, il tessuto connettivo (una sostanza gelatinosa di rivestimento che si trova in tutti gli organi del nostro corpo) viene alterato in modo irrimediabile. Le molecole di cui esso è costituito cominciano ad ammassarsi e a rendere questo tessuto sempre più duro e spesso. Alla fine, queste modificazioni del tessuto coinvolgono tutte le altre strutture: cellule adipose, vasi sanguigni, acqua, fibre elastiche e collagene. Se prima queste strutture erano soltanto "malate" (vale a dire vi era ritenzione idrica), alla fine le alterazioni diventano tali da creare tanti piccoli noduli di grasso imprigionato. Noduli che sono ormai immodificabili. È l'ultimo stadio della cellulite: quello contro cui ormai non c'è più nulla da fare! Nel terzo stadio, la cellulite è definita "sclerotica". Il tessuto diventa duro al tatto, con avvallamenti e macchie di colore. La pelle assume un aspetto detto impietosamente "pelle a materasso". Quando si arriva a questo livello la situazione è compromessa in modo quasi definitivo ed è molto difficile una regressione.  Statisticamente questo disturbo colpisce la maggior parte delle donne di razza bianca (alcune ricerche parlano di una percentuale pari all'80 per cento). Le donne di altre razze sono più fortunate: l'incidenza del disturbo è molto inferiore. Le donne più predisposte sono quelle "mediterranee", cioè con una conformazione fisica cosiddetta "a pera", con fianchi larghi, ricchi di cellule adipose e con cosce robuste. Questa conformazione caratteristica della donna mediterranea è dovuta, in genere, al suo corredo ormonale più ricco di estrogeni. Questi ormoni favoriscono la ritenzione dei liquidi e quindi potrebbero contribuire all'insorgere della cellulite. E' stato inoltre dimostrata l'ereditarietà di questo disturbo; questo significa che se una donna ha parenti che soffrono di cellulite, probabilmente ne soffrirà a sua volta. Non solo in base a leggi matematiche sull'ereditarietà, ma in base al fatto che ha in comune con le sue parenti molte caratteristiche fisiche che la rendono predisposta. Anche le ragazze che arrivano al momento dello sviluppo in sovrappeso rappresentano un facile bersaglio per la cellulite. Quando il sovrappeso si manifesta molto presto, infatti, le gambe sottoposte a un carico eccessivo vanno soggette a gonfiori. E, alla fine, non riescono più a smaltire i liquidi accumulati.

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